La scuola superiore comincia di nuovo. Scuole speciali sono state preparate per noi graduati di guerra: il corso A per tutti quelli che hanno superato l'esame del sistema scheletrico, il corso B per quelli che non l'hanno superato. Al mattino il Preside ha organizzato una cerimonia per i reduci di guerra.Willkommen
Si noti che le date di inserimento nel diario sono in ordine inverso, si parte da quella a fondo pagina. Per andare al primo giorno del diario di Dieter clicca qui!
- Dieter Finzen
- In Mori (Stockelsdorf) bei Lübeck aufgewachsen, habe ich bereits von 1916 bis 1918 am Ersten Weltkrieg im Füsilierregiment "Königin" Nr. 86 teilgenommen. Im August 1939 wurde ich als Veteran in die Wehrmacht eingezogen. In diesem Blog veröffentliche ich mein Kriegstagebuch.
Montag, 9. Januar 2012
9. Januar 1919
La scuola superiore comincia di nuovo. Scuole speciali sono state preparate per noi graduati di guerra: il corso A per tutti quelli che hanno superato l'esame del sistema scheletrico, il corso B per quelli che non l'hanno superato. Al mattino il Preside ha organizzato una cerimonia per i reduci di guerra.Samstag, 7. Januar 2012
7. Januar 1919
Lascio qui il convoglio. Dal nostro Comandante, l'ufficiale di Stato Maggiore Capitano Reiche, riceviamo un lasciapassare che ci consente di tornare a casa e e poi andare alla nostra guarnigione. Viaggio da solo verso Amburgo e da lì a Lubecca. Ci arrivo alle 5 di pomeriggio. Davanti alla stazione salgo su un tram e all'interno, magicamente, trovo mia madre, mia sorella e il mio futuro cognato. Così ho giusto la mia compagnia sulla via per Mori.Freitag, 6. Januar 2012
... in guter Erinnerung - in good memories
Noch jung in Lebensjahren scheint Dieter ein schüchterner und in Sachen "Damen" eher unerfahrener Soldat gewesen zu sein, zumindest gemäß eigener Aufzeichnungen ;-).
Als er am 16. September 1918 auf den Rückweg zur Front einen Zwischenhalt in Hamburg macht, geht er zwar auf die Reeperbahn, will aber nur das dortige Wachsfigurenkabinett (Panoptikum) besucht haben - in Wilna (1. November 1917) - einer Stadt, die sogar in der Regimentschronik vieldeutig als "Hochetappe" bezeichnet wird, findet sich ebenfalls keine Schilderung von "Damenbekanntschaften".
Die "wenigen" weiteren Damen, die Dieter in seinem Tagebuch erwähnt, seien an dieser Stelle kurz zusammengefaßt:
Seine erste Bekanntschaft macht er in Rumilly am 7. Mai 1917. Mit der Tochter der Gastgeber, Irma Sensée, "einem hübschen, jungen Madchen" unterhält er sich über Tage "ganz glänzend" und auch ihre Freundin Caroline möchte Dieter "in angenehmer Erinnerung behalten". Als Dieter fast auf den Tag genau ein Jahr später erneut in den Ort kommt (19. Mai 1918), liegt der Ort "tot dar" und scheint völlig zerstört. Voller Mitgefühl fragt er sich: "Irma Senée, wie mag es dir gehen, und wo magst du jetzt weilen?"
Die nächsten Bekanntschaften macht Dieter während seiner Einquartierung in Merdingen, 3. Februar 1918. Hier notiert er: "Merdingen ist ein nettes Dörfchen mit noch netteren jungen Mädchen. [...] Abends gehen wir oft spazieren oder belustigen uns mit Pfänderspielen im Kreise der Ortsfamilien. Mariechen Menner, Rosa Weber und Rosa Weiß sind mir in guter Erinnerung."
In Wambréchies (19. Juli 1918) trifft er auf die "kleine[n] Französin Valentine Cousin, einem "kleine[n], intelligente[n] Mädel" mit der Dieter sich "auf deutsch und auf französisch gut" unterhält.
Der erste Tanz seines Lebens gehörte dann "eine[r] hübsche[n] Rebekka" in Hoof (18. Dezember 1918)
... sein Herz scheint jedoch nur dem "Dorchen" gehört zu haben.
Auszug aus "Im Westen nichts Neues" mit ähnlicher Thematik (ab Min 2:10)
Excerp from "All quiet at the Western Front" with similar topic (from min 2:20)
Still being young, Dieter seems to be a little shy and to be rather inexperienced concerning women, at least according to his diary ;-)
When he did a stopover in Hamburg on his way back to the front on September 16th, 1918, he visits the Reeperbahn, but only states to have visited the Panoptikum, a wax museum. In Wilna (November 1st, 1917), a city that is even in the regimental chronicles ambiguously called "a high form of back area", there are no notes on any girls he got to know.
The "few" women, that Dieter mentions in his diary, to be summarized shortly at this point:
His first friendship he meets in Rumilly on May 7th, 1917. He "brillantly does conversation" for days with the daughter of his local host, Irma Sensée, "a beautiful, young girl", and also her friend Caroline Dieter wants to "keep in good memories". When Dieter returns almost exactly one year later (May 19th, 1918), the village "lies in ruins" and seems to be completely destroyed. Full of compassion, he asks himself "Irma Sensée, how might you be now, where might you be?"
The next female friends Dieter met when he was billeted in Merdingen on February 3rd, 1918. He notes down here: "Merdingen is a lovely Village, with young girls even more lovely. [...] In the evenings, we often stroll around or have fun playing "hold in pledge" together with local fmailies. I very well remember Mariechen Menner, Rosa Weber and Rosa Weiß."
In Wambréchies (july 19th,1918), he meets "an intelligent little girl, Valentine Cousin [...] I did conversate well with her in german as well as in french".
the first dance of his life then went to "a lovely Rebekka" in Hoof on December 18th, 1918.
... but his Heart seems to only have belonged to Dorchen.
Bei ricordiDieter passò un buon periodo a Hann, a Münden ancora meglio. A parte il cibo che "dovette mangiare", egli mera molto attratto da Dorchen Uckermann. Nel suo diario, ammette perfino, indirettamente, di esserne innamorato (1° gennaio 1919): "la mia padrona di casa dice, sembra che io mi cibi d'amore. Sembra pure a me!"
Essendo ancora giovane, Dieter sembra un po' timido ed abbastanza inesperto nei confronti delle donne, almeno in base al suo diario. ;-)
Quando si fermò ad Amburgo sulla via della ritirata dal fronte il 16 settembre 1918, egli visita la Reeperbahn, ma dichiara di aver visitato solo il Panoptikum, un museo delle cere. A Vilnius ( il 1° novembre 1917), una città che perfino nel diario di reggimento viene ambiguamente definita "una specie di grande retrovia", non ci sono accenni su nessuna ragazza che egli possa aver incontrato.
Le "poche" ragazze cui Dieter fa cenno nel diario sono, tanto per fare una breve sintesi:
La prima amica la incontra a Rumilly il 7 maggio 1917. Egli "brillantemente" conversa per giorni con la sorella del suo ospite, Irma Sensée, "una giovane e bella ragazza", ed anche della sua amica Caroline Dieter vuole "conservare un bel ricordo". Quando Dieter, quasi esattamente un anno dopo, (19 maggio 1918) vi ritorna, Il paese "è un cumulo di rovine" e sembra essere completamente distrutto. Mosso a compassione, egli si chiede "Irma Sensée, chissà come stai ora, chissà dove sei?"
Un'amica successiva Dieter la incontrò quando era di stanza a Merdingen, il 3 febbraio 1918. Egli scrive: "Merdingen è un bel paese, con ragazze ancora più belle. [...] La sera ce ne andiamo in giro o ci divertiamo a giocare a "Simone dice" con le famiglie del posto.
Ricordo molto bene Mariechen Menner, Rosa Weber e Rosa Weiß."
A Wambréchies (19 luglio 1918), incontra una "intelligente ragazzina", Valentine Cousin [...].
Parlo con lei molto bene sia in francese che in tedesco".
Il primo ballo della sua vita infine arrivò con "una bella Rebekka", a Hoof, il 18 dicembre 1918.
...ma il suo cuore sembra appartenere solo a Dorchen.
6. Januar 1919
Ich esse noch einmal gut zu Mittag, verabschiede mich von den übrigen Einwohnern des Hauses und gehe dann nachmittags mit meinem Kamerad, der im ersten Stock wohnt, zum Bahnhof. Meine Quartiersleute, Herr und Frau Ludwig, begleiten uns. Selbstverständlich habe ich mich vorher auch noch von den Damen auf der Post verabschiedet und mich nochmals herzlich bedankt. Um 5 Uhr fährt unser Transport ab. Die Fahrt geht über Eichenberg, Göttingen, Northeim, Hildesheim, Celle, Ülzen, Lüneburg nach Harburg.
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I have a decent lunch for once, say goodbye to all other residents in the house and then join my comrade from the first floor to the station in the afternoon. My hosts, Mr. and Mrs. Ludwig, accompany us. Of course I also said a farewell before to the post office girls and thanked them for everything. At 5:00 p.m. the transport leaves. The journey goes via Eichenberg, Göttingen, Northeim, Hildesheim, Celle, Ülzen, Lüneburg to Harburg.
Il viaggio sta per iniziare nel pomeriggio. Siamo solo pochi uomini rimasti all'uuficio postale. Tutti gli altri hanno lasciato Münden nei giorni scorsi. Siamo la retroguardia. Al mattino incontro Dorchen mentre va alla banca. Poi raduno le mie cose mentre i miei ospiti mi fanno qualche regalino.Ho un buon pasto, ancora una volta, saluto tutte le persone della casa e quindi mi unisco ai miei compagni al primo piano nella stazione per il pomeriggio. I miei ospiti, il signor e la signora Ludwig, ci accompagnano. Naturalmente saluto anche le ragazze dell'ufficio postale e le ringrazio per quello che hanno fatto per noi. Alle 5 di pomeriggio il convoglio parte. Si va verso Amburgo, via Eichenberg, Göttingen, Northeim, Hildesheim, Celle, Ülzen, Lüneburg to Harburg.
Donnerstag, 5. Januar 2012
5. Januar 1919
E' l'ultima sera che potrò trascorrere dagli Uckermann. Per salutarci, beviamo insieme una bottiglia; Suono di nuovo il piano. La sera tardi li saluto e li ringrazio di tutto il bene che hanno fatto per me. Mi invitano a tornare lì in estate. Dorchen mi accompagna fuori, mi regala una sua fotografia e due pacchetti di sigarette, ed è ora di di salutarci.Mittwoch, 4. Januar 2012
Zweifelhafte Elemente in Marineuniform - Dubious elements in naval uniforms
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| Revolutionäre vor dem Brandenburger Tor (Berlin) im November 1918 |
In den Erinnerungen von Wilhelm Groener findet sich eine interessante Schilderung des "revolutionären Umfelds" dieser Zeit in Verbindung mit dem Rückmarsch der Regimenter.
Nach der Entlassung Ludendorffs am 26. Oktober 1918 wurde Groener als neuer Erster Generalquartiermeister faktisch der Chef der Obersten Heeresleitung. Er leitete den Rückmarsch und die Demobilisierung der deutschen Truppen von der Westfront in die Heimatstandorte:
In den allerersten Tagen nach dem 9./10. November hatten wir uns in der O.H.L. in dem Traum gewiegt, daß wir genügend zuverlässige Truppen haben würden, um einen Grenzschutz am Rhein aufzubauen. Diese Hoffnung erwies sich als trügerisch.
Die in vollster Ordnung zurückmarschierenden Truppen blieben in der Hand ihrer Führer bis zu dem Augenblick, da sie am Rhein in die revolutionäre Atmosphäre eintraten; von da ab war kein Halten mehr. Die von der Heeresleitung an die Marschstraßen ausgesandten „Serumspritzer“, tüchtige, geschickte Offiziere, die die Truppen gegen den Geist der Revolution immun machen sollten, hatten keinen wesentlichen Erfolg.
Es gab Regimenter, die während des Rückmarsches sich vornahmen, sobald sie in ihren Garnisonen wären, den Revolutionären, besonders den Matrosen, den Garaus zu machen; wenn sie aber in den Kasernen waren, wurden alle diese guten Vorsätze vergessen und der Einfluß der Offiziere war dahin. So schnell wie möglich entlassen zu werden, war der Wunsch jedes einzelnen. Die Sorge um Haus und Hof, um die Familie überwog den vaterländischen Gedanken. Manche Divisionen konnten es kaum erwarten, bis sie auf die Eisenbahn verladen wurden.
[...] Bei letzterer sah es recht trübe aus, sie war längst ausgepumpt und die Abgabe der zahlreichen Lokomotiven und Wagen an den Feind tat das übrige, um die Leistungen der Eisenbahnen auf das niedrigste Maß herabzudrücken. Immerhin haben die Eisenbahner in diesen Wochen das Menschenmöglichste geleistet, um das Heer nach Hause zu bringen.
Quelle: Wilhelm Groener, Lebenserinnerungen, Jugend, Generalstab, Weltkrieg, herausgegeben von Friedrich Frhr. Hiller von Gaertringen. Göttingen: Vandenhoeck & Ruprecht, 1957, S. 472-75.
http://www.ghi-dc.org/: Wilhelm Groener über den Ebert-Groener Pakt (Rückblick 1957)
In the memoirs of Wilhelm Groener, an interesting description of this "revolutionary environment" of that time in connection with the withdrawal of the regiments is to be found.
After the dismissal of Ludendorff on October 26th, 1918 Groener had been assigned the new Quartermaster General, making him in fact the new Commander of the Supreme Army Command. He headed organising the troops' march from the western front back into their home garrisons and their subsequent demobilisation:
During the very first days after the 9th/10th November, in the Supreme Command we were still klinging to the dream that we had enough reliable troops to build up a frontier protection along the Rhein river. This hope proved to be wrong.
The troops marching back in full order followed the command of their leaders until the moment they entered the revolutionary atmosphere; from that point on there was no holding back any more. The so called "vaccineers", capable and skilled officers that were to immunise the troops against the spirit of revolution, did not have substantial success.
There were regiments, that had planned to finish off those revolutionists, especially the naval soldiers, as soon as they would reach their home garrisons; but once they got there, all good intentions were gone and the officers' influence diminished. To get discharged as soon as possible was every one's wish. The worries about one's home and family overwhelmed all thoughts on the Fatherland. Some divisions could hardly stand to get loaded onto the railway.
[....] The latter really looked awful, it had long been exhausted and the tribute of numerous locomotives and waggons to the enemy did its own part to decrease the performance of the railway to the lowest possible extent. At least the railway men achieved the humanly possible during those weeks, to get the army home.
Source: Wilhelm Groener, Lebenserinnerungen, Jugend, Generalstab, Weltkrieg, herausgegeben von Friedrich Frhr. Hiller von Gaertringen. Göttingen: Vandenhoeck & Ruprecht, 1957, S. 472-75.
http://www.ghi-dc.org/: Wilhelm Groener über den Ebert-Groener Pakt (Rückblick 1957)
Dubbi elementi in uniforme della MarinaLa parata militare di Dieter davanti al Comando Supremo dell'Esercito nel castello di Wilhelmshöhe il 20 dicembre 1918 viene disturbata da "dubbi elementi in uniforme della Marina". mentre questo fatto è abbastanza significativo per Dieter, tanto da riportarlo in una nota, esso è completamente ignorato dal diario di reggimento.
Nelle memorie di Wilhelm Groener, si può trovare una interessante descrizione di questo "ambiente rivoluzionario" del tempo, in relazione alla ritirata del dei reggimenti.
Dopo la destituzione di Ludendorff il 26 ottobre 1918, Groener era stato assegnato al nuovo Quartier Generale, divenendo, di fatto, il nuovo Comandante Supremo dell'Esercito (in realtà vice Capo di Stato Maggiore). Egli guidò l'organizzazione della marcia delle truppe dal fronte occidentale alle guarnigioni in Patria e la conseguente smobilitazione.:
Durante i primissimi giorni dopo il 9/10 novembre, al Comando Supremo eravamo ancora appesi al sogno di avere truppe sufficienti su cui contare per schierare una protezione alla frontiera lungo il fiume Reno. Questa speranza risultò vana.
Le truppe che tornavano in marcia ordinatamente seguirono gli ordini dei loro comandanti fino al momento in cui entrarono in un'atmosfera rivoluzionaria; da quel punto in poi non ci fu possibilità di trattenerli. I cosiddetti "vaccinatori", capaci e scaltri ufficiali che dovevano preservare le truppe dal contagio dello spirito rivoluzionario, non ebbero alcun successo.
Ci furono reggimenti che avevano pianificato di farla finita con quei rivoluzionari, specialmente marinai, non appena questi avessero raggiunto le loro guarnigioni; ma una volta arrivati lì, tutte le buone intenzioni svanirono e l'influenza degli ufficiali si affievolì. Essere congedati al più presto era l'unico desiderio di ognuno. Le preoccupazioni per la propria casa e la propria famiglia sovrastavano qualunque pensiero per la Madrepatria. Alcune divisioni furono a stento trattenute sulla ferrovia.
[....] Il resto fu realmente terribile, si era allo stremo, ed il tributo di numerose locomotive e convogli distrutti dal nemico ebbe la sua parte nel rendere debolissima l'operatività del sistema ferroviario. I ferrovieri, almeno, fecero tutto l'umanamente possibile per portare l'esercito a casa.
Montag, 2. Januar 2012
2. Januar 1919
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Die nächsten Tage mache ich meinen gewohnten Dienst auf der Post, bin natürlich am Tage jetzt nicht mehr so viel da wie vorher. Mittags und abends hole ich Dorchen meistens von der Bank ab. Eines Abends, als ich Nachtdienst habe, muß auch Dorchen lange arbeiten. Ich wecke verschiedentlich bei ihr an. Sie will nach 10 Uhr bei der Post vorbeikommen und unten warten. Ich gehe um 10 Uhr hinunter. Nicht lange dauert es, da kommt sie mit ihrer Freundin an. Ich bringe sie zum Vogelsang hinauf und kehre dann wieder zurück zur Post zurück. An einem der nächsten Abende bin ich wieder bei Uckermanns eingeladen.
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Nel pomeriggio la famiglia Uckermann mi invita di nuovo per il caffè. Ma ancora non riesco a mangiare molto. La padrona di casa dice che sembro sazio d'amore. Sembra pure a me! Dopo il caffè usciamo per una passeggiata. La madre di Dorche ci accompagna fin quasi fuori città e al ritorno. Noi camminiamo un po' staccati, da soli. Ben presto, però, il cielo si copre di nubi e sembra che la pioggia sia imminente. Così torniamo a casa ed arriviamo in via Vogelsang che è già buio. Più tardi, di sera, sono di nuovo dagli Uckermann. I genitori di Dorchen sono molto gentili con me. Suono spesso il piano.---
I giorni seguenti ho il mio solito servizio all'ufficio postale, ma naturalmente di giorno sto meno spesso lì di quanto stavo prima. A mezzogiono e la sera il più delle volte vado a prendere Dorchen alla banca. Una sera, mentre ero di servizio notturno, anche Dorchen dovette lavorare fino a tardi. Cercai di raggiungerla molte volte. Volle venire all'ufficio postale alle 10 di sera e aspettare lì. Lasciai l'ufficio verso le 10. Dopo un po' eccola arrivare con un'amica. Le accompagno in via Vogelsang e poi torno in ufficio. Una delle sere seguenti sono di nuovo invitato dagli Uckermann.
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