Willkommen
Si noti che le date di inserimento nel diario sono in ordine inverso, si parte da quella a fondo pagina. Per andare al primo giorno del diario di Dieter clicca qui!
- Dieter Finzen
- In Mori (Stockelsdorf) bei Lübeck aufgewachsen, habe ich bereits von 1916 bis 1918 am Ersten Weltkrieg im Füsilierregiment "Königin" Nr. 86 teilgenommen. Im August 1939 wurde ich als Veteran in die Wehrmacht eingezogen. In diesem Blog veröffentliche ich mein Kriegstagebuch.
Sonntag, 10. Januar 2010
Dienstag, 5. Januar 2010
5. Januar und 6. Januar 1917
Gli inglesi sparano sul nostro rifugio. Molte granate cadono vicino a noi; una cade proprio davanti all'entrata principale e blocca parzialmente le trincee, un'altra cade sulle latrine degli ufficiali.Montag, 4. Januar 2010
4. Januar 1917
Nel tardo pomeriggio andrò con un camerata in pattuglia per le linee telefoniche - tutte e due le linee del 31° Rgt sono distrutte. Una l'abbiamo riparata bene, l'altra è del tutto fuori uso. Lavoriamo sotto l'intenso fuoco delle granate nemiche. Per due volte abbiamo dovuto indietreggiare ma poi, di nuovo, sul fronte. Ci buttiamo di continuo nelle buche dei proiettili. Dappertutto le maledette bestie scoppiano e tuonano. Una scheggia sibila veloce come una scimmia proprio dietro di noi. Stiamo giù schiacciati sulla pancia. Poi scappiamo indietro per due volte.Freitag, 1. Januar 2010
1. Januar 1917

Wir sind verlaust bis über die Ohren. Ist das ein Verein! Dabei herrscht unter uns im Bunker die schönste Stimmung. Gewaschen haben wir uns die ganze Zeit noch gar nicht. Wo hätten wir dazu wohl Gelegenheit! Ebenso haben wir bislang des Nachts nicht einmal unsere Kleider ausziehen können.
We have the best mood in the bunker. The whole time we still have not grown. Where would we have had the opportunity to? Similarly we have so far not been able to even take off our clothes at night.
Et pourtant l’ambiance dans le bunker est on ne peut mieux. Nous ne nous sommes pas du tout lavés pendant tout le séjour. Mais comment l’aurions-nous pu? De même, cela fait longtemps que nous n’avons pas pu nous déshabiller pour la nuit.
Il nuovo anno è iniziato, ma le prospettive di un futuro di speranza sono cupe. Chissà per quanto tempo dovremo stare qui! Siamo in mezzo alla sporcizia fino al collo. Questa sì che si chiama organizzazione! Abbiamo il miglior stato d'animo nel bunker. In tutto questo tempo non siamo nemmeno ingrassati. In quale altro posto avremmo potuto avere una tale opportunità? Allo stesso modo, finora, non abbiamo potuto nemmeno toglierci i vestiti di notte.
Donnerstag, 31. Dezember 2009
31. Dezember 1916
Siamo alla vigilia di capodanno. Non abbiamo più niente da bere se non acqua sporca di raffreddamento delle armi.. Certamente è impensabile qualunque festeggiamento. L'artiglieria nemica e la nostra si scambiano reciproci auguri di buon anno con tempestività.
Il nuovo anno si festeggia in maniera alquanto originale. A mezzanotte un dannato tiro di artiglieria esplode dall'altra parte. La nostra artiglieria risponde pan per focaccia. Dopo mezz'ora si calmano. Evidentemente il nuovo anno è stato adeguatamente celebrato.Mittwoch, 30. Dezember 2009
Der Winter an der Ancre 1916/17
Die Regimentschronik gibt eine sehr gute Beschreibung der Situation an der Ancre. Ein Auszug soll an dieser Stelle zusammen mit originalen Bildern dargestellt werden. Viele Einzelheiten dieser Beschreibung finden sich bei Dieter ebenso wieder.
La nostra avventura continua sull'Ancre, un piccolo affluente della Somme, all'estrema ala destra del saliente. Mentre il fronte aveva cominciato a stabilizzarsi, qui invece la situazione cominciava lentamente a ribollire. Il 13 novembre gli Inglesi avevano ottenuto un successo significativo con la conquista di Beaumont-Hamel, cosa che ci si aspettava potesse incoraggiarli a compiere ulteriori passi per la conquista del prossimo obiettivo, la città di Bapaume. […] La corsa verso le nostre posizioni rimarrà per sempre nella memoria degli uomini dell'86°.
einziger blieb der Bahndamm. Auch er bot nicht geringe Schwierigkeiten, denn er war oft getroffen, Schwellen und Gleise hingen in der Luft. In dem völlig zertrümmerten Miraumont entspring mit starker Quelle die Ancre und fließt in einem breiten baumbestandenen Wiesenthal der Somme zu. Hier wurde der Bahndamm verlassen. Es ging am steilen Hange des Ancretales entlang auf Grandcourt zu.
Non c'era alcuna stabilità su nessuna delle strade di avvicinamento, anche le strade lastricate erano state polverizzate dal tiro dell'artiglieria. L'unica strada restava l'argine della ferrovia. C'erano comunque grosse difficoltà, dato che questa era stata già colpita varie volte, e le traversine e le rotaie stavano lì contorte al vento. A Miraumont, ridotta in macerie, l'Ancre aveva rotto gli argini e fluiva copioso in una larga, alberata piana della Somme, parzialmente allagata. Qui lasciammo l'argine della ferrovia. La strada per Grandcourt scendeva giù per uno scosceso pendio lungo l'Ancre.
ht hilfsbereite Kameraden, oft unter grimmigen Witzen sie herausgezogen hätten. Es wurde erzählt, dass vom abgelösten Regiment mehrere Ordonnanzen und Melder in den trügerischen Trichtern ertrunken wären. Weiter watete man durch das ganz zusammengeschossene Grandcourt zur Stellung, die auf den Höhen davor lag. Etwas trostloseres hatten die Füsiliere noch nicht gesehen. Weit und breit kein Halm, kein Baum, kein Strauch, eine Wüste von graubraunem Lehm dehnte sich vor ihren Augen.
Procedere in avanti diventava sempre più difficile. La strada per Grandcourt era coperta da un bello strato di fango, sotto il quale le buche dei proiettili erano completamente invisibili. Le compagnie di testa erano equipaggiate di lunghe pertiche per sondare il terreno con cautela davanti a loro, passo dopo passo. Molti uomini, non così ben equipaggiati, cadevano nelle buche fino alla cintola o al petto e sarebbero annegati se non fosse stato per i loro compagni che li tiravano fuori, spesso con scherzi di cattivo gusto. Abbiamo saputo che alcune ordinanze (attendenti) e portaordini del reggimento cui avevamo dato il cambio erano annegati nelle pericolosissime buche dei proiettili d'artiglieria. A fatica passammo attraverso Grandcourt, completamente distrutta, fino alla nuova posizione sulle alture intorno alla cittadina. Mai i fucilieri avevano visto una tale desolazione. Tutto intorno non c'era più un filo d'erba, un albero, un cespuglio: un deserto di fango grigio e marrone si stendeva davanti ai nostri occhi.
La "posizione" non era neanche degna di questo nome. Non era che una fila di buche di proiettili collegata da un fosso profondo un tre quarti di metro. Si affondava fino alle ginocchia. Per la maggior parte non era più nemmeno riconoscibile come una posizione. Le sentinelle stavano nelle buche riparate alla meglio. I reticolati non erano che una o due linee di filo spinato. Fatto a pezzi in più parti, era praticamente inutile. C'erano alcuni ricoveri sotterranei, vecchie posizioni di artiglieria. In ogni caso, non erano impermeabilizzati ma pieni di fango. gli uomini potevano solo starci dentro seduti. La mancanza di luce ci rendeva particolarmente tristi. I fucilieri sedevano al buio per giorni. La situazione fu raddrizzata solo dopo molte lamentele portate avanti dal reggimento.Dienstag, 29. Dezember 2009
Sanitätspause am Grandcourtriegel Dez. 1916
In der Regimentschronik findet sich eine Erklärung für die "Sanitätspause". Dabei ist bemerkenswert, dass die britischen Truppen sich auf dieses "stillschweigende Einvernehmen" einließen, obwohl sie taktisch im Vorteil waren und dies hätten für sich nutzen können.
(Bild: Regimentschronik: Die "Sanitätspause" vor Grandcourt)
La posizione attorno a Grandcourt aveva forma rettangolare ed era minacciata da tre lati. In caso di attacco simultaneo su due lati, la stretta via di ritirata lungo il fiume Ancre poteva facilmente essere sotto tiro e ogni possibilità di ritirata per le truppe del cosiddetto rettangolo di Grancourt sarebbe sfumata. Non c'erano trincee comunicanti col retro della linea, e questo portò all'inconsueta trovata della "pausa Sanitaria". Durava dalle 08.00 alle 10.00 del mattino e probabilmente era dovuta ad un tacito accordo. Ambedue le artiglierie cessavano il fuoco, così i feriti potevano essere recuperati allo scoperto, sotto la protezione di una bandiera con la croce rossa, senza rischiare di essere colpiti.
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